Sali essiccanti, sali disidratanti: è davvero il termine giusto?

Sali essiccanti, sali disidratanti: è davvero il termine giusto?

Pubblicato il : 20/04/2020 - Categorie : AZIENDA , CASA , PROFESSIONISTA

Il sale, si sa, assorbe l'umidità in modo eccellente. Tuttavia, il suo uso come disidratante è stato accantonato da molti anni in favore di sostanze ben più efficaci. 

Sapete cosa sono i sali essiccanti, o sali disidratanti? Potreste pensare che si parli di sali nel senso chimico del termine; in realtà si tratta solo di un uso linguistico rimasto dal passato e oggi più nessuno utilizzerebbe realmente sacchetti di sali in funzione di essiccante per le proprie merci.

I prodotti utilizzati si chiamano piuttosto silicagel, bentonite, prosorb, setacci molecolari.

La nostra azienda fornisce ormai da molti anni sacchetti disidratanti di varie misure e prodotto sfuso, guidando anche il cliente nella scelta del prodotto specifico migliore per l'utilizzo specifico; tuttavia spesso la richiesta del cliente è davvero quella dei “sali disidratanti”: ad esempio ci chiedono i sali essiccanti per container o imballaggio, o addirittura se possiamo fare la rigenerazione dei sali essicanti.

Dietro a ogni parola c'è una storia. Scoprire perché si continua a parlare di “sali” può essere curioso.

Il potere essiccante del sale

Il  potere essiccante del sale è conosciuto fin dai tempi più antichi, ma non è in realtà molto elevato.

Il cloruro di sodio, cioè il semplice sale da cucina, ha effettivamente proprietà igroscopiche (assorbe l'umidità): tutti abbiamo esperienza di come si raggruma il sale dentro a un barattolo se l'ambiente è umido. Tuttavia questa capacità è davvero limitata, non efficiente.

Ha un potere essiccante leggermente più alto il salgemma, ovvero un composto cristallino costituito da cloruro di sodio.

Il sale, se da una parte assorbe l'umidità, dall'altra è anche un agente corrosivo ed è assolutamente sconsigliato lasciarlo a contatto diretto a lungo . A questo proposito ricordiamo il cloruro di calcio, che ha un potere assorbente più elevato rispetto al sale comune ma è anche molto più corrosivo.

C'è, comunque, almeno un caso in cui ancora oggi il sale comune viene sfruttato come essiccante: alcune preparazioni casalinghe, come ad esempio i capperi sotto sale. Tuttavia si sta perdendo anche questa abitudine, perché si può ottenere lo stesso effetto di conservazione dei cibi in modi molto più efficienti e che alterano il sapore in modo minore.

Certamente, nessuno si sognerebbe mai di riempire realmente di sale un container che deve attraversare l'oceano!

I sacchetti disidratanti, oggi

Il gel di silice, (il termine corretto alternativo a silica gel è gel di silice) o silica gel, è in assoluto il materiale più utilizzato, oggi, come essiccante e disidratante. Il suo potere assorbente è nettamente più elevato di qualsiasi sale (o di altri prodotti “casalinghi”, come ad esempio il riso) e, soprattutto, si tratta di un materiale totalmente sicuro, che non rischia di contaminare i prodotti né di danneggiare la salute.

A livello storico, era stato già osservato verso la metà del 1600 ma era trattato come una semplice curiosità dagli studiosi dell'epoca.

L'interesse verso il silica gel (o meglio: le prime riflessioni sulle sue potenzialità come essiccante o disidratante) risalgono invece al 1846 e in particolare al lavoro del chimico francese M. Ebelmen, che notò le particolari capacità assorbenti di alcune forme di silicio.

È solamente nel 1918, però, che  Walter A. Patrick, professore di chimica alla  Johns Hopkins University di Baltimora, brevettò un metodo per la produzione del silica gel. Non a caso, il suo debutto su larga scala è legato alla seconda guerra mondiale, quando venne utilizzato (fra le altre cose) per proteggere gli equipaggiamenti militari e le scorte di penicillina.

Dal 1918 a oggi sono passati praticamente 100 anni. 100 anni in cui le nostre bustine essiccanti ad alto potere assorbente hanno dovuto farsi conoscere un po' per volta, uscire da pochi utilizzi di nicchia (ad esempio, l'utilizzo militare) e imporsi come materiale essenziale per le spedizioni, la protezione e la conservazione in generale dei prodotti industriali e delle strutture.

Persino oggi moltissimi non saprebbero dare un nome a quelle bustine che pure vedono ogni volta che acquistano una borsa in pelle, o un oggetto di elettronica...

Non c'è da stupirsi, quindi, che nel linguaggio comune si continui a parlare di sali disidratanti o di sali essiccanti; si tende ad assimilare ciò che non si conosce (il silica gel e gli altri disseccanti per utilizzi specifici) a ciò che si conosce (il sale che, “si sa”, assorbe l'umidità). 

Inoltre di “saline esistono vari tipi a livello chimico (non si parla forse di “sali da bagno”, per fare un altro esempio?) e, per finire, alcuni formati di silica gel potrebbero davvero ricordare dei cristalli di sale...

In ogni caso nessun problema: di fronte a qualsiasi richiesta di sacchetti disidratanti o essiccanti, sapremo indicarvi il materiale, il formato, eventuali varianti o caratteristiche speciali migliori per voi. “Sale” o non sale.

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