Conservare e proteggere macchine fotografiche e obiettivi

Conservare e proteggere macchine fotografiche e obiettivi

Pubblicato il : 08/03/2016 - Categorie : Per la fotografia , PROFESSIONISTA

Spesso riponiamo l’attrezzatura fotografica ben protetta nella sua custodia, magari con un paio di bustine di silicagel dentro, così da mantenerla inalterata e inattaccabile da umidità e muffe. MA NON E’ COSI’ CHE LA PROTEGGIAMO, anzi.

Lasciare tutta l'attrezzatura fotografica all'interno della borsa o custodia di trasporto per lunghi periodi quando non viene utilizzata è un errore comune ma piuttosto deleterio per le ottiche, dato che l'umidità eventualmente incamerata dalla sacca di trasporto (che è igroscopica) poi viene riversata sull'attrezzatura contenuta all'interno.

Se conserviamo borse e zaini all’interno di armadi o cassetti il ricambio d'aria è minimo e praticamente la macchina e gli obbiettivi stanno sempre in un ambiente chiuso e con un’umidità relativa troppo elevata. Il danno è fatto e il risultato è la formazione di muffe e spore sulle lenti e possibili corrosioni sulle parti metalliche del corpo macchina.
Anche la creazione di ambienti dedicati, ricavati all’interno di mobili o stipetti ben foderati per proteggere le ottiche da possibili urti non garantisce protezione da umidità e condensa, con il rischio di formazione di muffe e funghi.

muffa sulle lenti

IL SILICAGEL PUO’ RISOLVERE I PROBLEMI LEGATI ALL’UMIDITA’, MA QUALI ACCORGIMENTI FUNZIONANO ASSIEME ALLE BUSTINE DISIDRATANTI?

Usare scatole in plastica o comunque in materiale isolante (vetro, metallo etc...)

La miglior soluzione, quando non si usa la propria attrezzatura, è sempre rimuoverla dalla borsa e sistemarla in una scatola di plastica con coperchio. Tanto più la tenuta è ermetica, tanto migliore sarà l'azione disidratante. In alcuni casi ci è stato segnalato l’uso di semplici barattoli di vetro con tappo a molla e guarnizione in gomma (comunemente usati per conserve o alimenti) per inserire obiettivi di dimensioni non eccessive (tipo 55-300). Sono veramente eccellenti perché garantiscono una tenuta ottimale.

salva macchina fotografica silicagel

Usare silicagel nuovo o rigenerato correttamente

A volte le bustine di silica gel sembrano non lavorare adeguatamente nel proteggere macchina e obiettivi dall’umidità, o sembrano esaurirsi immediatamente. Questo dipende principalmente da due fattori:

  • L’isolamento dell’ambiente in cui sono poste non è adeguato, come abbiamo detto sopra;

  • La bustine disidratanti sono già esaurite prima di utilizzarle: spesso per comodità le bustine, sopratutto quelle in piccole grammature, vengono recuperati da altri imballaggi come borse, scarpe etc..

E’ fondamentale che le bustine di silica gel, prima di essere riutilizzate, siano verificate e nel caso rigenerate. Cosa significa? Se noi utilizziamo delle bustine già esauste, cioè già completamente “cariche di umidità”, non saranno più in grado di asciugare o mantenere asciutto l’ambiente in cui vengono poste.

Per verificare la loro condizione dovremo pesarle per verificare quanto il peso sia superiore a quello iniziale (sono esauste a circa 20%in più del peso originario), e nel caso rigenerarle nel forno normale o a microonde. Diversamente se le bustine sono nuove e sigillate, magari accompagnate da un indicatore di umidità che ci segnala lo stato, possiamo direttamente posizionarle nel contenitore assieme ad obiettivi o corpo macchina da preservare dall’umidità.

Utilizzare la giusta quantità di silicagel

Per piccoli contenitori il più possibile sigillati con singoli obiettivi possono essere funzionali bustine di silicagel molto piccole, ad esempio da 5 g, e più per l’ingombro delle singole bustine in realtà. Infatti è sempre bene sovrastimare la quantità e dimensione delle buste essiccanti da utilizzare nei contenitori sigillati per avere veramente la sicurezza di un’adeguata azione disidratante e di protezione dall’umidità. Stiamo infatti parlando di un’azione di “asciugatura”, che si basa sulla capacità peculiare del silicagel di legare e mantenere a se’ le molecole d’acqua, ma che per sua natura ha un punto di saturazione oltre il quale, se non avviene una rigenerazione del silica gel, la sua azione si esaurisce.

Per cui maggiore sarà la quantità di silica gel utilizzata, più tempo ci vorrà perchè questo si esaurisca, sempre in condizioni ottimali ( cioè di nessun passaggio di aria dal contenitore in cui è inserito all’ambiente esterno). Per piccoli o medi contenitori possono andare bene buste dai 20 ai 60 g.

Verificare spesso, almeno all’inizio, quanto lavorano le bustine

Una volta approntate scatole o barattoli ben sigillati, e posizionati obiettivi, corpi macchina e bustine di silicagel è importante, almeno nel primo periodo, pesarle per verificare quanto stanno assorbendo. Questo permette di capire se la soluzione trovata è corretta, e ci permette di intercettare le buste prima che abbiano esaurito la loro azione, e quindi sostituirle o rigenerarle.

Il silicagel, utile alleato anche in azione

A volte situazioni climatiche particolari, molto rigide o con umidità e pioggia, possono generare problemi di condensa nell’attrezzatura con il cambio di temperatura esterna. Un sistema per minimizzare parte di questi problemi potrebbe essere quello di inserire la macchina in un sacchetto assieme a delle buste di silicagel, ovviamente non sature, chiudere bene e lasciarle qualche ora ad assorbire la condensa legata al repentino cambio di temperatura.

Il silicagel si presenta in buste di due tipologie: TNT e TYVEK

Il TYVEK, rispetto al TNT (tessuto non tessuto), è un materiale certificato per la produzione di bustine di materiale disidratanti ad emissione di polveri pari a 0. Questo lo rende indicato in quelle situazioni particolari in cui è necessario non ci sia neanche il più microscopico rilascio di polvere. Questa caratteristica fa sì, però, che non sia possibile rigenerare le bustine in TIVEK.
Le buste in TNT per loro natura sono porose e questo permette di rigenerarle, in quanto l’umidità riesce ad uscire dalla bustina se viene riscaldata alla temperatura adeguata, ma può rilasciare un’infinitesimale quantità di polvere data dallo sfregamento dei cristalli di silica gel.

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